Da qualche mese arrivano offerte con nomi nuovi: GEO, SEO per AI, posizionamento su ChatGPT. Su Google, in Italia, l'autocompletamento propone «seo per ai come fare», «seo per ai overview», «geo seo», «generative engine optimization cos'è», «llms.txt»: le persone cercano di capire se è una cosa seria.
Una premessa, per chiarezza: noi un servizio «GEO» non lo vendiamo. Lavoriamo su scheda Google, recensioni, sito e campagne. Proprio per questo possiamo mettere in fila senza imbarazzo cosa è provato, cosa è una voce e cosa conviene fare con i soldi che hai.
Cos'è la GEO, o generative engine optimization?
È il nome che si dà al lavoro per far comparire un'attività o un marchio nelle risposte scritte dalle intelligenze artificiali: ChatGPT, Gemini, Perplexity, le AI Overview e l'AI Mode di Google. In italiano si sente anche «SEO per l'AI».
Il nome è nuovo, il lavoro molto meno. Per le sue funzioni AI, Google scrive che non ci sono requisiti aggiuntivi: la pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire con un estratto nei risultati normali, come per la SEO di sempre (Google Search Central, funzionalità AI). OpenAI scrive che per comparire nelle risposte di ricerca di ChatGPT bisogna lasciar passare il suo robot, OAI-SearchBot, e gli indirizzi IP che pubblica, anche nell'hosting o nella CDN, e che nessun posto è garantito (OpenAI, cercare sul web con ChatGPT).
Serve il file llms.txt?
Il file llms.txt è un testo da mettere nel sito, pensato per spiegare il sito alle AI. È spesso il primo punto delle offerte GEO. Le fonti dicono questo:
- Google lo ignora. Nella sua guida del 10 luglio 2026 scrive che la Ricerca non lo usa, e che averlo non aiuta e non fa danni (Google Search Central, guida all'ottimizzazione per l'AI).
- OpenAI non lo chiede. Fra le cose da fare per comparire nelle risposte di ChatGPT non lo indica, e chiede solo di lasciar passare OAI-SearchBot (OpenAI, cercare sul web con ChatGPT).
- Quasi nessuno lo legge. Ahrefs ha controllato 137.000 siti: a maggio 2026 il 97% dei file llms.txt non ha ricevuto nemmeno una richiesta (Ahrefs).
Metterlo richiede poco e non fa male. Pagarlo come se fosse la soluzione, invece, sono soldi buttati.
Servono dati strutturati speciali per le AI?
Per Google no. Nella pagina sulle AI Overview e sull'AI Mode scrive che non serve nessun markup schema speciale per comparire (Google Search Central). Se qualcuno ti propone uno «schema per le AI» come lavoro a parte, chiedigli quale documento ufficiale lo richiede. Per ChatGPT, nella documentazione che abbiamo letto, OpenAI non chiede nessun formato particolare: chiede di lasciar passare il suo robot di ricerca.
ChatGPT prende i locali da Foursquare o da Bing?
Sono le due voci che girano di più, e nessuna delle due è dimostrata.
- Foursquare. La frase «Foursquare dà a ChatGPT il 60-70% dei locali» è stata smentita da un test di agosto 2026 su 2.880 domande, fatto negli Stati Uniti: Foursquare compariva fra lo 0 e lo 0,06% delle citazioni (Steady Demand). È lo studio di un'agenzia, ma va nella direzione opposta alla voce.
- Bing. OpenAI scrive che ChatGPT a volte cerca sul web con servizi di ricerca di altre aziende, senza dire quali (OpenAI, cercare sul web con ChatGPT). «ChatGPT usa Bing» quindi è un'ipotesi. Lo stesso vale per Copilot e Bing Places: non abbiamo trovato fonti di Microsoft che lo confermino.
Da dove ChatGPT prenda orari, foto e recensioni dei locali, OpenAI non lo documenta. Chi ti vende l'iscrizione a un elenco come «la fonte di ChatGPT» ti sta vendendo un'ipotesi.
Si può pagare per comparire nelle risposte di ChatGPT?
Nella risposta, no. Da fine agosto 2026 in Italia ChatGPT mostra annunci agli utenti Free e Go, e secondo OpenAI la pubblicità non influenza le risposte (OpenAI). Sono annunci veri, si comprano da OpenAI e sono separati dalla risposta. Le campagne le gestiamo anche noi, ma solo per aziende con almeno 1.500 € al mese di budget: sotto quella cifra non le consigliamo, perché nelle campagne che abbiamo seguito un clic su ChatGPT è costato da 5 a 8 volte più che sulle campagne Google dei nostri clienti (pubblicità su ChatGPT).
Il «primo posto garantito su ChatGPT», invece, nessuno può venderlo. OpenAI dice che il piazzamento non si garantisce, e le risposte cambiano di continuo: in uno studio di SparkToro e Gumshoe su 2.961 prove, la stessa lista di nomi consigliati è uscita meno di una volta su 100, e solo i primi tre nomi erano più stabili (Search Engine Journal). Uno screenshot con il tuo nome in cima dimostra una risposta, quella.
Cosa fare davvero per comparire nelle risposte delle AI?
Le cose che hanno una fonte dietro sono poche, e quasi tutte le conosci già:
- Non bloccare i robot di ricerca. Nel file robots.txt OAI-SearchBot deve poter entrare: se lo blocchi, il sito non compare nelle risposte di ricerca di ChatGPT. GPTBot riguarda solo l'addestramento e puoi decidere a parte (OpenAI, i robot). Per Perplexity vale lo stesso con PerplexityBot (Perplexity).
- Farsi indicizzare da Google. È l'unico requisito che Google chiede per le AI Overview e l'AI Mode. Pagine con testo vero, che dicono chi sei, dove sei, cosa fai e quanto costa.
- Curare la scheda Google. Google la indica, insieme a Merchant Center per chi vende prodotti, fra le cose che possono aiutare a comparire nelle risposte AI (Google Search Central). Gemini usa le informazioni pubbliche di Google Maps (Google, Gemini).
- Dire le stesse cose ovunque. Nome, indirizzo, orari e prezzi uguali su sito, scheda Google, altre schede e social. Se ChatGPT dice cose sbagliate di te, il metodo è nel nostro articolo su cosa fare quando ChatGPT dà informazioni sbagliate.
- Misurare. Nei siti dei clienti che seguiamo, in Google Analytics le visite da ChatGPT compaiono con sorgente «chatgpt.com» e mezzo «ai-assistant». Le visite dalle risposte AI di Google rientrano in Search Console, nel rapporto Prestazioni, tipo di ricerca Web.
Nei siti che seguiamo, oggi le visite da ChatGPT sono ancora poche rispetto a quelle da Google. Contano, e va misurato, ma oggi i clienti li porta soprattutto Google.
Per un'attività locale la parte che pesa di più è la scheda Google. Per Google e Maps abbiamo scritto come comparire nelle risposte AI di Google; per ChatGPT, la guida su come farsi consigliare da ChatGPT.
Come riconoscere un'offerta GEO da evitare?
Questi sono i segnali che guarderemmo noi, se qualcuno ce la proponesse:
- Garantisce di farti comparire, o di farti comparire primo. Nessuno può farlo: lo dice OpenAI, e lo mostrano gli studi sulle risposte che cambiano.
- Il lavoro principale è il file llms.txt, o uno «schema per le AI». Google ha scritto che non servono.
- Parla di un accordo con ChatGPT o di «entrare nella risposta» pagando. Gli unici spazi a pagamento sono gli annunci, e stanno fuori dalla risposta.
- Cita Foursquare o Bing come fonte certa dei locali di ChatGPT. Nessuna delle due cose è documentata.
- Il report è uno screenshot. Una risposta sola dimostra poco: servono le stesse domande ripetute in giorni diversi, scritte con data e risultato.
- Non ti chiede niente della scheda Google e del sito. Se la base è in disordine, il resto pesa poco.
Se vuoi partire dalla base, la nostra analisi gratuita della scheda Google ti dice su WhatsApp in che posizione compari su Google Maps nella tua zona, quante recensioni hai senza risposta e cosa manca sulla scheda. Non ti chiamiamo.