Chi si occupa di marketing in un'azienda oggi si sente fare due domande nuove dalla direzione. La prima è se ChatGPT nomina il marchio quando un potenziale cliente chiede un consiglio. La seconda è quante visite, richieste o vendite arrivano da lì.
Sono due misure diverse, con strumenti diversi. Qui spieghiamo come farle tutte e due: prima a mano e gratis, poi con gli strumenti a pagamento, con i prezzi letti sui loro siti.
Perché ChatGPT dà risposte diverse ogni volta?
Se chiedi due volte a ChatGPT quali sono i migliori gestionali per hotel, con buona probabilità ricevi due elenchi diversi. Lo hanno misurato SparkToro e Gumshoe fra novembre e dicembre 2025: su 2.961 prove con le stesse domande, la stessa lista di nomi è tornata meno di una volta su cento (Search Engine Journal, studio SparkToro). I primi tre nomi della lista sono più stabili del resto, e per ChatGPT lo studio riporta un 64%.
Per chi misura le conseguenze sono due. Una domanda fatta una volta, con lo screenshot girato nella chat aziendale, vale poco, perché il giorno dopo la risposta può essere un'altra. E il numero da seguire diventa la frequenza, cioè in quante risposte su dieci compari, più della posizione dentro una singola risposta.
C'è poi un motivo per cui due colleghi vedono cose diverse. ChatGPT usa le memorie salvate e la cronologia delle chat di chi scrive, e chi lavora nel tuo marketing ha probabilmente già parlato del marchio con ChatGPT molte volte.
Come controllare a mano se ChatGPT nomina il tuo marchio?
Un controllo a mano serio richiede un paio d'ore al mese e un foglio di calcolo. Il metodo che consigliamo è questo.
- Usa una chat temporanea non personalizzata. Se prima di iniziare ChatGPT ti fa scegliere, prendi «non personalizzata»: così ChatGPT non usa memorie e istruzioni personalizzate (OpenAI, memoria e chat temporanee) e la risposta si avvicina a quella che riceve uno sconosciuto. Meglio ancora un account che in azienda non usa nessuno.
- Scrivi l'elenco delle domande dei clienti, con le loro parole. Da 15 a 30 domande prese da richieste vere: mail commerciali, chat del sito, domande fatte ai venditori, termini di ricerca delle campagne Google. Un hotel scriverà «hotel per famiglie a Riccione con piscina coperta», un'azienda B2B «fornitore di imballaggi per e-commerce con consegna in 48 ore». In queste domande il nome del marchio non c'è, perché vuoi sapere se ChatGPT ti nomina quando nessuno glielo suggerisce.
- Aggiungi poche domande col tuo nome. «Cosa sai di [marchio]», «[marchio] o [concorrente], quale scelgo». Servono a vedere cosa dice di te e se le informazioni sono giuste.
- Ripeti ogni domanda più volte. Visto lo studio SparkToro, almeno cinque volte per domanda, in giorni diversi. Se la domanda riguarda una città o una zona, scrivila nella domanda.
- Segna chi compare. Per ogni risposta annota se ci sei, in che posizione, quali concorrenti compaiono, se c'è un link al tuo sito e verso quale pagina. Alla fine conti in quante risposte compari su quante ne hai fatte, per te e per i tre concorrenti principali.
- Rifai lo stesso giro ogni mese, con le stesse domande. Il valore sta nel confronto fra un mese e l'altro.
Se vendi in più paesi, fai un giro per ogni lingua e per ogni mercato. E se hai sedi fisiche, ripeti le domande principali anche su Gemini: usa le informazioni pubbliche di Google Maps (Google, Gemini e Google Maps), quindi per un hotel o un'azienda con punti vendita la scheda Google conta anche lì.
Come si vede in Google Analytics il traffico che arriva da ChatGPT?
Nei siti dei clienti che seguiamo, in Google Analytics 4 le visite da ChatGPT compaiono con sorgente «chatgpt.com» e mezzo «ai-assistant». Per trovarle:
- apri Rapporti, Acquisizione, Acquisizione traffico;
- cambia la dimensione principale in Sorgente sessione o Sorgente/mezzo sessione;
- cerca «chatgpt.com» e guarda sessioni, conversioni ed eventuali ricavi.
Per il report di ogni mese conviene salvare un'esplorazione filtrata su quella sorgente e metterla accanto al giro a mano. Se compari più spesso nelle risposte e le visite da chatgpt.com restano ferme, le persone leggono la risposta e non cliccano, oppure il link porta a una pagina che non serve.
Come termine di paragone, nei siti che seguiamo le visite da ChatGPT sono ancora poche rispetto a quelle da Google. Quel canale va seguito, ma oggi il grosso del traffico arriva ancora da Google.
Guarda anche su quali pagine atterrano quelle visite. Una scheda prodotto fuori catalogo o un articolo di tre anni fa ti dicono quale pagina ChatGPT trova di te, e quale va aggiornata per prima.
Il traffico dalle risposte AI di Google si vede in Search Console?
Sì, ma mescolato al resto. Google conta i clic che arrivano dalle AI Overviews e da AI Mode nel rapporto Prestazioni di Search Console, tipo di ricerca Web, insieme ai risultati classici (Google, funzioni AI e il tuo sito). Vedi quindi il totale di Google, senza la quota delle risposte AI.
Search Console riguarda solo Google: le visite da ChatGPT si leggono in Analytics. Dentro Search Console però trovi un indizio utile, le query lunghe scritte come domande intere. Sul nostro sito, a settembre 2026, ne comparivano diverse, scritte come si scrive a un assistente, per esempio «perché chatgpt dà informazioni sbagliate sulla mia azienda». Quelle domande sono buone candidate per l'elenco del controllo a mano.
Quali strumenti misurano la visibilità del marchio nelle AI, e quanto costano?
Gli strumenti a pagamento automatizzano il giro a mano: mandano le tue domande alle AI con regolarità e contano quante volte compari tu e quante i concorrenti. Questi sono i prezzi di partenza che abbiamo letto sui loro siti, a ottobre 2026:
- Otterly.AI: da 29 dollari al mese, con 15 domande monitorate.
- Ahrefs Brand Radar: da 47 € al mese.
- Semrush: il monitoraggio delle AI è compreso nei piani, che partono da 134 € al mese.
- Profound: prezzo su richiesta.
Il piano base di Otterly, con 15 domande, copre più o meno il giro a mano descritto sopra e ti risparmia di ripeterlo: va bene per un marchio con un mercato e una linea di prodotti principale. Ahrefs e Semrush convengono a chi li paga già per la SEO, perché i dati delle AI stanno accanto a quelli di Google. Uno strumento su preventivo come Profound ha senso per chi segue molti prodotti in più paesi e ha in azienda una persona che legge i dati ogni settimana.
Per un'azienda con una sola sede e un mercato locale basta il controllo a mano, fatto ogni mese con le stesse domande.
Qualunque strumento scegli, il numero che ti restituisce dipende dalle domande che gli dai. Chiedi di vederle e di poterle cambiare, e tienile uguali da un mese all'altro, altrimenti il confronto salta.
Cosa fare dopo aver misurato?
Noi un servizio di monitoraggio delle AI non lo vendiamo. Lavoriamo sulle cose che la misura di solito porta a galla:
- Il sito chiude la porta a ChatGPT. Se il robots.txt blocca OAI-SearchBot, il sito non compare nelle risposte di ricerca di ChatGPT (OpenAI, i robot di OpenAI). Come controllarlo lo spieghiamo in robots.txt e i robot di ChatGPT.
- ChatGPT dice cose sbagliate sull'azienda. Cosa fare è in ChatGPT dà informazioni sbagliate sulla mia attività.
- Nelle risposte escono sempre i concorrenti. OpenAI scrive che nessun posto nelle risposte è garantito (OpenAI, cercare sul web con ChatGPT). Lo spazio che si può comprare è l'annuncio, separato dalla risposta: dal 24 agosto 2026 gli annunci su ChatGPT si vedono anche in Italia, e li spieghiamo in ChatGPT Ads per aziende.
Se investi già almeno 1.500 € al mese in pubblicità e vuoi provare ChatGPT, nella pagina del servizio trovi come lavoriamo e quanto costa.