Un cliente ti dice «ti ho cercato su Google ma non ti ho trovato». Provi anche tu: scrivi «parrucchiere vicino a me», o «dentista» e il nome della tua città, e compaiono tre attività della zona. Nessuna è la tua. Non è sfortuna e quasi mai è colpa di Google: di solito c'è una causa precisa, e si trova.
Come decide Google chi mostrare?
Google lo spiega nelle sue pagine di aiuto: i risultati locali dipendono da tre fattori. La pertinenza, cioè quanto la tua scheda corrisponde a quello che la persona ha cercato. La distanza, cioè quanto sei lontano da chi cerca. E l'evidenza, cioè quanto la tua attività è conosciuta, anche in base al numero di recensioni e al voto.
E c'è una cosa che Google scrive chiaramente: non è possibile pagare per un posizionamento migliore nei risultati locali. Chi te lo promette ti sta vendendo altro. Quasi tutte le cause qui sotto toccano uno di questi tre fattori.
1. La scheda non esiste, o non è verificata
Sembra banale, ma è la prima cosa da controllare. A volte la scheda l'ha creata anni fa un ex socio o un'agenzia, e nessuno ci ha più accesso. A volte è stata creata ma mai verificata. Google dice che verificare la sede aumenta le probabilità di comparire.
Come si sistema: cerca il nome esatto della tua attività su Google Maps. Se non compare, la scheda va creata. Se compare ma non riesci a gestirla, puoi chiedere l'accesso dalla scheda stessa. Poi si completa la verifica.
2. La scheda è stata sospesa
Se violi le linee guida di Google, la scheda può essere sospesa e sparire dalle ricerche. Il caso più comune è il nome: scrivere «Studio Rossi – Dentista Bergamo Impianti» al posto di «Studio Rossi». Google scrive che aggiungere informazioni non necessarie nel nome non è consentito e può portare alla sospensione.
Come si sistema: il nome deve essere quello vero, quello che c'è sull'insegna. Se la scheda è sospesa, prima si correggono le cose che violano le regole, poi si chiede la riattivazione da Google Business Profile.
3. Le schede sono due, e si rubano il posto
Capita spesso dopo un cambio di indirizzo o di nome: resta la scheda vecchia e ne nasce una nuova. Le recensioni si dividono, le informazioni non coincidono e Google non capisce qual è quella giusta. Le linee guida lo vietano: una sola scheda per ogni sede.
Come si sistema: si tiene la scheda con più recensioni e informazioni corrette, e si chiede a Google di segnare l'altra come doppione o come chiusa.
4. La categoria principale è sbagliata
La categoria principale è uno dei modi in cui Google capisce di cosa ti occupi, cioè la pertinenza. Se un centro estetico è registrato come «Negozio» o un'osteria come «Bar», compare per ricerche che non sono le sue e sparisce da quelle giuste.
Come si sistema: scegli come principale la categoria più precisa che descrive la tua attività, poi aggiungi le altre come categorie secondarie. Se la cambi, è normale che Google controlli la modifica prima di mostrarla.
5. Compari, ma non dove stai cercando
Per via della distanza, i risultati cambiano in base a dove si trova chi cerca. Se cerchi da casa, a dieci chilometri, vedi le attività vicine a casa tua, non quelle vicine al tuo negozio. Molte persone pensano di non comparire quando in realtà compaiono, ma in una zona diversa da quella dove cercano.
Come si sistema: qui non c'è niente da sistemare, bisogna misurare bene. Si guarda la tua posizione come la vede un cliente che cerca vicino a te. È una delle cose che guardiamo nell'analisi gratuita (ne parliamo sotto).
6. Le informazioni sono incomplete o vecchie
Orari sbagliati, un numero di telefono che non risponde più, il sito mancante, nessuna descrizione dei servizi. Google scrive che le attività con informazioni complete e accurate hanno maggiori probabilità di essere mostrate, e chiede di tenere aggiornati anche gli orari speciali, come le festività e le chiusure per ferie.
Come si sistema: una volta al mese apri la scheda e controlli indirizzo, telefono, sito, orari e servizi. Prima di ogni festività, aggiorna gli orari speciali.
7. Poche recensioni, o ferme da mesi
Le recensioni pesano sull'evidenza. Google scrive che più sono numerose le recensioni e le valutazioni positive, migliore sarà il posizionamento nei risultati locali. Se hai 12 recensioni e il concorrente all'angolo ne ha 300, parti in svantaggio. E se l'ultima risale a un anno fa, chi legge pensa che tu abbia chiuso.
Come si sistema: chiedi la recensione a tutti i clienti allo stesso modo, nel momento giusto e con un link diretto o un QR code. E rispondi a tutte, anche a quelle vecchie: chi sta decidendo se sceglierti legge anche le tue risposte. Una cosa da non fare mai: comprare recensioni o offrire sconti in cambio. È vietato, e rischi la scheda.
8. La scheda è ferma: poche foto e nessun aggiornamento
Anche quando compari, a volte il cliente sceglie un altro. Guarda i tre concorrenti più vicini: spesso hanno decine di foto recenti del locale, dei lavori, dei prodotti. La tua scheda ha tre foto del 2021. Chi confronta sceglie la scheda che sembra viva.
Come si sistema: carica foto vere e recenti (l'esterno, così ti trovano, l'interno, il lavoro fatto, le persone) e pubblica un aggiornamento ogni tanto: una novità, un'offerta, un orario speciale.
Come faccio a sapere qual è la causa nel mio caso?
Di solito non è una sola, sono due o tre insieme. E alcune, come la distanza o il confronto con i concorrenti, dall'interno della tua scheda non si vedono. Per questo facciamo un'analisi gratuita della scheda Google: la guardiamo come la guarda un cliente e ti mandiamo su WhatsApp una paginetta con:
- in che posizione compari su Google Maps quando cercano un'attività come la tua nella tua zona
- quante recensioni hai senza risposta
- da quanto tempo non pubblichi
- quante foto hai in meno dei tre concorrenti più vicini
- che voto hai rispetto alla media della tua zona
- cosa manca sulla scheda
Ti basta lasciare il tuo nome, quello dell'attività e un numero WhatsApp. Non ti chiamiamo, e poi decidi tu cosa farne: richiedi l'analisi gratuita della tua scheda.
Se hai un ristorante, ti può servire anche questa guida: come comparire su Google Maps quando qualcuno cerca dove mangiare (l'esempio è Tenerife, ma vale ovunque).