Blog · Settembre 2026

Quali numeri guardare davvero nelle tue campagne

La copertura non paga gli stipendi. Una guida breve per leggere un report di marketing senza essere del mestiere.

A fine mese arriva un documento con venti grafici e un numero enorme in alto che dice «copertura: 84.000». Suona bene. E non dice assolutamente niente sul fatto che tu abbia guadagnato.

Questa è la traduzione breve dei numeri che ti mostreranno, in ordine da quelli che ingannano a quelli che valgono.

Quelli che suonano bene e dicono poco

  • Impression: quante volte è stato mostrato il tuo annuncio. Include la stessa persona quindici volte.
  • Copertura: quante persone diverse l'hanno visto. Meglio delle impression, ma resta gente che ci è passata sopra col dito.
  • Mi piace e nuovi follower: è bene che salgano, ma un cuore non prenota un tavolo.
  • Interazioni: mescolano commenti, salvataggi, condivisioni e tocchi accidentali.

Niente di tutto questo è falso o inutile: serve a sapere se l'annuncio viene visto e se il contenuto piace. Il problema è quando il report finisce lì, perché allora quello che ti stanno mostrando è attività, non risultati.

Quelli che contano davvero

Questi quattro sono quelli che guardiamo noi per primi quando apriamo l'account di un cliente:

  1. Clic sul telefono o su WhatsApp. Chi tocca per chiamarti è a un passo dal tavolo. È il numero più vicino alla cassa che esista nel digitale.
  2. Richieste di indicazioni su Google Maps. Letteralmente, gente che ha messo il tuo ristorante nel navigatore dell'auto. Nella ristorazione, questo vale oro.
  3. Messaggi avviati. Conversazioni nuove: prenotazioni, domande per gruppi, allergie, orari.
  4. Prenotazioni online, se hai un sito o un sistema di prenotazione. È l'unico dato con cui si può calcolare davvero il ritorno.
Se il tuo report non include nessuno di questi quattro, non è un report: è uno screenshot.

Il costo per risultato, quello che comanda

Quando sai già quanti messaggi o quante chiamate ti sono arrivati, il numero successivo è facile: dividi quello che hai speso per quello che è entrato. Quello è il costo per risultato.

Se hai messo 200 € e sono arrivati 40 messaggi, ogni conversazione ti è costata 5 €. Da lì ti basta sapere una cosa che noi non possiamo sapere: quante di quelle conversazioni finiscono a tavola, e quanto spende in media un tavolo nel tuo locale. Con questi due dati tuoi, in due minuti sai se la campagna guadagna o perde.

Questo conto puoi farlo da solo, e ti consigliamo di farlo. È quello che trasforma il marketing in una decisione di business e non in un atto di fede.

Quello che non si può misurare, e va detto

Nessuno può misurare con precisione il cliente che ha visto il tuo annuncio il martedì, non ha fatto niente, e si è presentato il sabato senza dire da dove arrivava. Nella ristorazione quel cliente è una parte enorme del ritorno, e non compare in nessun pannello.

Chiunque ti presenti una cifra esatta di fatturato generato da Instagram te la sta stimando, anche se non lo dice. Noi preferiamo dirlo: questo è misurato, questo è stimato, e questo non lo sa nessuno.

Come dovrebbe essere fatto il tuo report

  • Confronto con il mese precedente, sempre. Un numero isolato non significa niente.
  • Spesa pubblicitaria separata dal compenso, così sai quanto è andato agli annunci.
  • Una frase sotto ogni tabella che spiega cosa vuol dire.
  • Una proposta per il mese successivo, presentata come proposta e non come cosa già decisa.

E soprattutto: scritto nella tua lingua e con parole normali. Se ti serve qualcuno che ti traduca il report della tua stessa attività, il report è fatto male.

Vuoi che guardiamo i tuoi numeri?

Se hai già campagne attive, ti diciamo cosa sta rendendo e cosa sta buttando soldi.