Blog · Agosto 2026

TheFork, Glovo, Deliveroo: quanto ti costano davvero (e quando conviene farne a meno)

Le piattaforme ti portano clienti, ma su ogni coperto o su ogni ordine si prendono una parte. Il punto non è se costano: è se quel cliente sarebbe arrivato lo stesso.

A fine mese arriva l'estratto conto della piattaforma e la cifra è più alta di quella che ti aspettavi. Non è un errore: è il modello. TheFork si fa pagare sulle prenotazioni, Glovo, Deliveroo e Just Eat su ogni ordine consegnato. Il problema è che quasi nessuno fa il conto prima di firmare, e dopo un anno le piattaforme diventano un'abitudine che nessuno mette più in discussione.

Qui non ti diciamo di cancellarti da tutto. Ti diciamo come fare il conto, e come capire se una piattaforma ti porta clienti nuovi o si fa pagare per quelli che erano già tuoi.

Quanto si prende TheFork su ogni prenotazione?

TheFork non pubblica un listino uguale per tutti: la cifra dipende dal contratto. Quello che si sa viene dalle proteste dei ristoratori. A gennaio 2023, secondo Corriere Comunicazioni, la commissione per coperto sarebbe passata da circa 2-2,20 euro a oltre 4 euro, e Fipe, la federazione dei pubblici esercizi, ha definito gli aumenti «assolutamente ingiustificati» (lo riporta anche Italia a Tavola).

Già nel 2020 Fipe aveva protestato contro TheFork Pay, il pagamento dentro l'app, sostenendo che per i ristoranti portava «nessun beneficio, solo costi maggiori». Prima di firmare o di rinnovare, quindi, chiedi per iscritto quanto paghi per coperto, se ci sono abbonamenti o costi fissi e chi paga gli sconti che l'app mostra al cliente.

E Glovo, Deliveroo e Just Eat quanto trattengono su un ordine?

Anche qui niente listino pubblico: le commissioni si trattano ristorante per ristorante. Nel 2021 Il Fatto Quotidiano ha chiesto le cifre alle piattaforme e ai ristoratori: per Glovo le commissioni «si aggirano in media intorno al 30%» e di solito non superano il 35%; per Deliveroo un ristoratore di Firenze parlava di una commissione «di poco sotto al 30 per cento»; Just Eat dichiarava dal 14 al 29 per cento, a seconda che la consegna la faccia la piattaforma o il ristorante.

Sono cifre di qualche anno fa e il tuo contratto può essere diverso. Ma l'ordine di grandezza serve a capire una cosa: su un ordine da 30 euro, una parte importante non arriva a te. E alla commissione spesso si aggiungono le promozioni dentro l'app, le confezioni per l'asporto e i tempi in cui ti arrivano i soldi.

Deliveroo ha lasciato l'Italia?

No, Deliveroo in Italia è ancora attiva. A febbraio 2026 la Procura di Milano ha messo la filiale italiana in controllo giudiziario per il trattamento dei rider (lo ha raccontato Il Post), ma il servizio non si è fermato. Chi ha lasciato l'Italia è Uber Eats, che ha smesso le consegne a luglio 2023 (lo ha annunciato Uber stessa), e forse è da lì che nasce la confusione. Se lavori con Deliveroo, non cambia niente nell'immediato: ma è un buon momento per rileggere il contratto.

Come faccio a calcolare quanto mi costano davvero?

Serve mezz'ora e gli estratti conto degli ultimi tre mesi. Il conto da fare è questo:

  1. Quanto hai incassato tramite la piattaforma in un mese (coperti o ordini, con il loro valore).
  2. Quanto hai pagato alla piattaforma nello stesso mese: commissioni, abbonamenti, promozioni, sconti a tuo carico.
  3. Quanti di quei clienti erano già tuoi: clienti abituali, gente che ti ha cercato per nome, chi ti ha trovato su Instagram e poi ha prenotato dall'app perché era comodo.
  4. Quanto hai pagato per i clienti già tuoi: è la parte che potresti recuperare portando quelle persone a prenotare o ordinare direttamente.

Il punto 3 è quello che nessuno misura. Un modo semplice: per un mese, quando arriva una prenotazione o un ordine dalla piattaforma, segna su un foglio se il nome lo conosci. Non è una statistica perfetta, ma ti dice più di qualsiasi report.

La domanda giusta non è «quanto costa la piattaforma», ma «questo cliente mi avrebbe trovato anche senza?»

Quando conviene tenerle?

Le piattaforme non sono il nemico. Ci sono casi in cui la commissione è un costo sensato, come pagare una pubblicità che funziona:

  • Hai appena aperto e nessuno ti conosce: la vetrina della piattaforma ti fa vedere a gente che non ti avrebbe mai cercato.
  • Lavori con turisti o gente di passaggio, che sceglie dentro l'app confrontando i locali della zona.
  • Il delivery è un pezzo del tuo lavoro, non un'aggiunta: non hai rider tuoi e senza piattaforma quegli ordini non esisterebbero.
  • Hai tavoli vuoti in certi giorni e usi le promozioni solo lì, per riempire il martedì e non il sabato.

Quando invece conviene farne a meno, o usarle meno?

Quando ti fai pagare per clienti che erano già tuoi. Succede più spesso di quanto pensi:

  • Il cliente abituale che prenota da TheFork perché il link era il primo che ha trovato.
  • Chi ti cerca su Google per nome, e sulla tua scheda trova solo il pulsante della piattaforma.
  • Il sabato sera, quando saresti pieno comunque, e paghi una commissione su tavoli che avresti riempito lo stesso.
  • Le promozioni sempre attive, che abituano il cliente a venire solo con lo sconto.

Non serve per forza cancellarsi. Spesso basta spostare i clienti abituali sul contatto diretto: un numero WhatsApp, il tuo link di prenotazione, un biglietto nel sacchetto del delivery con scritto «la prossima volta ordina direttamente da noi».

Chi mi trova su Google può prenotare direttamente da me?

Sì, ed è il punto su cui si recupera di più. Google, nella sua guida sui link delle attività locali, spiega che sulla scheda di un ristorante puoi aggiungere i link per prenotare e per ordinare cibo, e se ne hai più di uno puoi indicarne uno come «Preferito dall'attività». Vuol dire che chi ti cerca per nome può trovare in alto il tuo link, non quello della piattaforma.

Il cliente che ti cerca su Google di solito ha già scelto te: se la scheda è curata, con orari giusti, foto recenti e recensioni con risposta, prenota lì e non passa dalla piattaforma. Se vuoi sapere come sta messa la tua scheda, facciamo un'analisi gratuita: ti mandiamo su WhatsApp dove compari su Google Maps rispetto ai ristoranti vicini, quante recensioni sono senza risposta e cosa manca sulla scheda. Nessuna telefonata: richiedi l'analisi gratuita della scheda del tuo ristorante.

Che cosa scrivo ai clienti per farli ordinare o prenotare direttamente?

Una frase semplice, senza lamentarti delle piattaforme. Eccone tre da copiare e adattare:

  • Biglietto nel sacchetto del delivery: «Grazie per averci scelto! La prossima volta puoi ordinare direttamente da noi su WhatsApp al [numero]: stesso menu, e ce lo dici tu a che ora passare.»
  • Al tavolo, al momento del conto: «Se vuoi tornare, puoi prenotare direttamente al [numero] o dal link sulla nostra scheda Google: ci fai un favore.»
  • Messaggio WhatsApp a un cliente abituale: «Ciao [nome], per le prossime prenotazioni scrivici pure qui: ti teniamo il tavolo che preferisci.»

Una cosa da non fare: offrire sconti a chi prenota direttamente se il contratto con la piattaforma lo vieta. Prima di farlo, leggi le clausole sui prezzi.

Domande frequenti

Quanto costa esattamente TheFork per coperto?

Non c'è una tariffa pubblica uguale per tutti: dipende dal contratto. Secondo Corriere Comunicazioni, a inizio 2023 la commissione sarebbe passata da circa 2-2,20 euro a oltre 4 euro per coperto. Chiedi sempre la tariffa aggiornata per iscritto.

Glovo e Deliveroo prendono tutti la stessa percentuale?

No, le commissioni si trattano con ogni ristorante. Nel 2021 Il Fatto Quotidiano riportava per Glovo una media intorno al 30%, per Deliveroo poco sotto il 30% secondo un ristoratore, per Just Eat dal 14 al 29%. Il tuo contratto è l'unica cifra che conta.

Se mi cancello da TheFork perdo i clienti?

Perdi quelli che ti trovavano solo lì. Quelli che ti conoscevano già ti cercheranno su Google o sui social: per questo, prima di cancellarti, conviene sistemare la scheda Google e mettere il tuo link di prenotazione in evidenza.

Il link di prenotazione sulla scheda Google si paga?

Aggiungere un link tuo sulla scheda non costa nulla. Se invece vuoi la prenotazione dentro Google con i posti disponibili, serve un sistema di prenotazione collegato, e quello di solito si paga.

Deliveroo funziona ancora in Italia?

Sì. A febbraio 2026 la filiale italiana è finita sotto controllo giudiziario per il trattamento dei rider, ma il servizio non ha chiuso.

Vuoi fare il conto insieme a noi?

Scrivici su WhatsApp quali piattaforme usi e quanto ti arriva da ognuna: ti diciamo come far arrivare i clienti abituali direttamente a te.