Il cliente si siede, inquadra il QR code sul tavolo e aspetta. La rotella gira. Dopo un po' si apre un PDF di otto pagine, scritto piccolo, da ingrandire con due dita e spostare a destra e a sinistra. Alla fine alza la mano e chiede al cameriere: «Avete un menu di carta?»
Il QR code in sé non è il problema. Il problema è cosa c'è dall'altra parte. Qui ti diciamo cosa puoi fare gratis, cosa non funziona e quando conviene fare di più, e anche quando non serve.
Posso fare un menu digitale con QR code gratis?
Sì. Ti servono due cose: il menu online a un indirizzo web e un QR code che porti lì. Il QR code si crea gratis con molti generatori online; il menu può essere un PDF caricato su un servizio di archiviazione, una pagina del tuo sito o uno dei tanti servizi di menu digitale con un piano gratuito.
Una cosa da controllare prima di stampare: alcuni generatori gratuiti creano QR code «dinamici» che passano dai loro server, e dopo un periodo di prova smettono di funzionare o chiedono un abbonamento. Se il QR è stampato su trenta tavoli, è un problema. Meglio un QR code «statico» che porti direttamente al tuo indirizzo, o un servizio di cui conosci le condizioni.
Perché un PDF non basta?
Perché il PDF è pensato per la stampa, non per il telefono. I problemi sono sempre gli stessi:
- È pesante: con le foto dentro può pesare diversi megabyte, e al tavolo il segnale non è sempre buono.
- Si legge male: il testo è impaginato per un foglio A4, e sul telefono va ingrandito e spostato riga per riga.
- Su Google si trova male: chi cerca «carbonara» o «menu senza glutine» nella tua zona difficilmente arriva a un PDF.
- Si aggiorna male: cambi un prezzo, rifai il file, lo ricarichi, e spesso il link cambia e il QR non funziona più.
La velocità non è un dettaglio. In una pagina di aiuto di Google AdSense sulla velocità dei siti mobili, Google riporta una sua ricerca del 2016 secondo cui il 53% delle visite viene abbandonato se la pagina non si carica entro 3 secondi. Al tavolo il cliente non chiude il telefono e se ne va, ma chiede il menu di carta, e il QR che hai stampato non è servito a niente.
Cosa cambia per il cliente con un menu fatto bene?
Un menu digitale fatto bene è una pagina web, non un file. Si apre subito, il testo si legge senza ingrandire, e il cliente scorre le categorie con il pollice. In pratica:
- Si apre in un attimo, anche con una tacca di campo.
- Si legge senza zoom: testo grande, prezzi allineati, una colonna sola.
- Ha le lingue: se lavori con turisti, un inglese fatto da una persona vale più di una traduzione automatica che trasforma «pici» in qualcos'altro.
- Si aggiorna in un minuto: cambi un prezzo o togli un piatto finito, e il QR resta lo stesso.
- Si trova anche su Google: lo stesso indirizzo lo metti sulla scheda del ristorante, sul sito e su Instagram.
Sull'ultimo punto: nella guida sui link delle attività locali, Google spiega che sulla scheda puoi aggiungere un link per «Vedere il menu». Molti clienti il menu lo guardano da casa, prima di scegliere dove andare, non solo al tavolo.
E gli allergeni? Devono stare anche nel menu digitale?
Le informazioni sugli allergeni le devi dare comunque, con il menu di carta o con quello digitale. La nota del Ministero della Salute del 6 febbraio 2015 prevede che si possano indicare per iscritto (sul menu, su un registro o su un cartello) oppure con una dicitura ben visibile che rimanda al personale o alla documentazione disponibile su richiesta.
Il menu digitale è un buon posto per indicarli piatto per piatto, perché si aggiorna quando cambia una ricetta. Ma non togliere la dicitura in sala e assicurati che il personale sappia rispondere: non tutti i clienti leggeranno il QR. Se hai dubbi sul tuo caso, chiedi all'associazione di categoria o al consulente che segue l'igiene del locale.
Il menu di carta lo devo buttare?
No, e te lo diciamo anche se facciamo siti. Ci sono clienti che non hanno voglia di prendere il telefono a cena, persone anziane, telefoni scarichi, tavoli dove il segnale non arriva. Tieni qualche copia di carta da portare a chi la chiede. Il QR serve a togliere lavoro alla sala e a tenere i prezzi aggiornati, non a obbligare il cliente.
E se hai un locale piccolo, un menu che cambia poco e clienti del quartiere, il menu digitale può anche non servirti. Una lavagna scritta bene e una foto del menu aggiornata sulla scheda Google possono bastare.
Come controllo se il mio menu digitale funziona?
Fai questa prova, dal tavolo, con il telefono di qualcun altro e il Wi-Fi spento. Se una di queste risposte è no, c'è qualcosa da sistemare:
- Il QR si inquadra al primo colpo, anche con poca luce?
- Il menu si apre in meno di tre secondi con la rete del telefono?
- Leggi nomi e prezzi senza ingrandire?
- Trovi i secondi o i dolci in due movimenti del pollice?
- I prezzi sono quelli di oggi, e i piatti finiti sono tolti?
- C'è la versione in inglese (o nelle lingue dei tuoi clienti), scritta bene?
- Gli allergeni sono indicati, o c'è la dicitura che rimanda al personale?
- Lo stesso link è sulla tua scheda Google, alla voce del menu?
- Se cambi un prezzo oggi, il QR stampato continua a funzionare?
Il menu digitale mi porta clienti nuovi?
Da solo no: al tavolo il cliente c'è già. Può aiutare chi sta scegliendo, se il link è sulla scheda Google e il menu si legge bene. Ma chi sceglie dove mangiare guarda prima voto, recensioni e foto. Se vuoi sapere come appare la tua scheda a chi cerca un ristorante nella tua zona, facciamo un'analisi gratuita e te la mandiamo su WhatsApp, senza telefonate: richiedi l'analisi gratuita della scheda Google.